Ciotolina Greengate

Sono decisamente in ritardo con questo post, quasi un mese per esattezza! Lo scorso 10 Ottobre, ho avuto l’occasione grazie a Miele di prendere parte ad un evento davvero singolare, ovvero Master of food.  Per la prima volta Miele e Slow Food insieme, una sorta di collaborazione per parlare di cibo a 360°. Si parte dal principio con l’associazione Slow food, dalla natura, dalla cultura, dalla tradizione dei prodotti seguendo il percorso del cibo promuovendo la filiera più corta, nel rispetto dell’ambiente e a vantaggio della qualità, Buono, Pulito e Gusto come recita il loro motto! Ridurre lo spreco è un tema che oggi più che mai ci sentiamo spesso dire e questo lo sa bene Miele leader nel settore degli elettrodomestici, impegnandosi ogni giorno nella ricerca su come ridurre al massimo l’energia e l’acqua dando comunque la garanzia di farlo al meglio, facendo in modo che gli elettrodomestici hanno vita lunga! E nascono così questi corsi (Qui il calendario)  il progetto è quello di rivalutare lo spreco, quello che in genere si butta via, ma che grazie ad alcuni accorgimenti si possono portare a tavola piaceri inaspettati. E qui entra in campo il Forno a Vapore Miele, grazie al quale gli sprechi saranno rivalutati facendo in modo che i nutrienti dei cibi vengono conservati. Di questo si è parlato e anche mangiato a Master of food insieme a Lisa Casali e Alice Delcourt, idee come il gambo verde del porro che in genere buttiamo via, si trasforma in tagliatelle, sapientemente condite con un pesto di noci! Oppure di come il gambo dei broccoletti si trasforma in un saporito carpaccio vegetariano! Ma non si è parlato solo di questo ma in un paio di ore si è parlato di cibo in tutti i suoi aspetti anche di come una cattiva conservazione dei cibi in frigo può far si che la freschezza si accorci di gran lunga! Insomma un corso che sarebbe interessante fare per rieducare e rieducarsi a tavola.

E proprio grazie a questo corso ho rimesso in uso il mio amato Essiccatore ;-) Chi mi segue sa che l’essiccatore è stato per me un vero e proprio compagno di esperimenti… Tante volte anche per conservare cibi che altrimenti verrebbero buttati, quindi quale occasione migliore di parlare di riciclo? Ho pensato tante volte alla pelle dei pomodori e su come poterla utilizzare, almeno tutte le volte che in casa facevamo la conserva o i pelati… Lo so il periodo della conserva è passato da un pezzo, ma nell’orto grazie alle temperature non troppo fredde c’è ancora qualche pomodorino e qualche settimana fa complice una cena con tanti commensali ho usato un bel pò di pomodorini, non li avevo sbollentati ma li avevo cotti per un minuto nel forno a vapore e poi spellati mettendo da parte la loro buccia, quindi avevo conservato al meglio tutte le vitamine e minerali, non avevo idea su cosa farci, al corso non si era parlato della pelle dei pomodori però nella testa mi ronzava che sarebbe stato un spreco buttarla… Così senza pensarci troppo ho messo in funzione l’essiccatore e l’ho fatta essiccare. Cosa ci farò? Non lo so le idee sono tante ma vi dico che il profumo che emana è davvero stupendo!

INGREDIENTI:

Pelle di pomodori in quantità ;-)

PROCEDIMENTO:

Cuocete per un minuto non di più i pomodorini al vapore a 100°, una volta pronti spellateli e adagiate la pelle dei pomodori nei cestini dell’essiccatore, ho usato anche i tappeti in modo che la pelle non si attaccasse ai cestini. Accendete l’essiccatore con il programma P3 fino a quando la pelle dei pomodori non risulta ben secca. In questo caso se usate i pomodorini i tempi saranno più brevi rispetto ai pomodori.

Dopo averle essiccate, lasciate a temperatura ambiente per un’ora dopodichè frullate la pelle dei pomodori fino ad ottenere una polvere sottile.

Cosa farne? Beh le idee sono tante ma quello che immagino già di mangiare sono crackers gusto pizza ^_^

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One Response to “Riciclando: la pelle dei pomodori”

  1.   Bucce di pomodoro essiccate: altro che prodotto di scarto! Says:

    [...] Fate cuocere al vapore i pomodorini per 1 minuto, spellateli e adagiate su di un foglio di carta forno le bucce nei cestelli dell’essiccatore. [...]